mercoledì 8 ottobre 2008

Diario di viaggio - First day...

Premessa importante: prima della partenza avevo comprato una bellissima agenda Moleskine per annotare appunti, impressioni ed esperienze del viaggio negli USA.
Purtroppo sono riuscito a tener fede al mio proposito solo per il primo giorno, visto che il continuo e frenetico susseguirsi degli eventi non mi ha lasciato abbastanza tempo per riportare su carta tutto quello che mi è accaduto... Per gli altri giorni dovrete affidarvi alla mia memoria ormai labile e accontentarvi della "Versione di Patrizio"!

Alla fine ce l'abbiamo fatta e siamo partiti!
LEO e ZIA sono passati a prendermi alle 5.00, così come d'accordo (con loro non si scherza sulla puntualità!). Pochi minuti per caricare i bagagli sulla 600, sistemarmi nel sedile posteriore tra il mio trolley nuovo fiammante e il seggiolino della mia nipotina GIORGIA e siamo andati spediti a casa di OLIVIA (mia cugina).

Come avevamo ampiamente previsto la mia cara cuginetta si è fatta attendere... Sapete, le operazioni di restauro di prima mattina prendono sempre il loro tempo! Voglio essere onesto e devo ammettere che non ci ha messo troppo tempo: evidentemente la presenza di mia ZIA la intimoriva ed è riuscita a contenere il suo ritardo cronico sotto la soglia dei quindici minuti.

Nel frattempo abbiamo caricato la macchina più grande e fatto un rapido "double check" dei documenti di viaggio. Avrei fatto seppuku direttamente in aereoporto se, arrivato al momento del ceck-in, avessi scoperto di aver dimenticato il passaporto a casa! (Tanto se non l'avessi fatto io avrebbe provveduto LEO ad uccidermi).

Alle 5.45 grazie a Roberto che ci ha accompagnati, siamo arrivati alla prima tappa del lunghissimo viaggio: la stazione di Frosinone. Da lì, dopo circa mezz'ora, avremmo preso il treno per Roma e poi per Fiumicino. Mentre aspettavamo il convoglio sulla banchina ho potuto assistere ad una scena sconcertante che mi ha lasciato decisamente senza parole. OLIVIA, cercando qualcosa in una delle sue borse, non riusciva più a trovare il cellulare. Nonostante i nostri tentativi di rassicurarla lei ha continuato ad innervosirsi, ha messo le due borse sottosopra, tirando fuori e lanciando le cose a destra e sinistra. Davvero, sembrava una bambina isterica che ha perso il suo giocattolino preferito!

Fortunatamente per lei (ma non per noi...) quando eravamo sul treno il telefonino è magicamente rispuntato fuori e da quel momento con nostra immensa gioia e soddisfazione lo ha usato ogni 10 minuti. In pratica i momenti di relax sono stati solo quelli in aereo, quando è stata costretta a tenerlo spento...

Alle 8.30 arrivati a Fiumicino abbiamo raggiunto, non senza qualche difficoltà, il terminal 5 dove in circa tre ore abbiamo sbrigato tutta la procedura d'imbarco.

Ore 12.20 l'aereo della US Airways è decollato per Philadelphia, terza tappa della nostra avventura americana. LEO, che è seduto al mio fianco, è riuscito a dormire un pochino ma io non ce l'ho fatta: i sedili sono troppo scomodi. Mi sembra di essermi trasformato in un pollo di allevamento chiuso nella sua batteria. Per fortuna almeno per andare in bagno possiamo alzarci!

Durante la trasvolata oceanica OLIVIA si è distinta per due cose:
  1. Ha praticamente messo l'aereo sottosopra per farci stare vicini. Davvero, se non fosse stato per lei sarei capitato in un posto peggiore. Corridoio centrale. Alla mia destra una signora campana che avrebbe passato le 10 ore del viaggio a lamentarsi perchè aveva dimenticato in un punto imprecisato dell'aereoporto la preziosissima e nuovissima giacca di pelle di Nero Giardini. ("Come faccio - ha confessato quasi in lacrime ad un tizio con cui parlava al cellulare - ad andare a Philadelphia senza la giacca di pelle Nero Giardini?") Per fortuna che avevo con me il giubbino della Moncler, altrimenti avrei rischiato di essere espulso al momento del controllo immmigrazione... :P Alla mia sinistra, invece, c'era un simpaticissimo ragazzo asiatico che per i pochi minuti in cui gli sono stato vicino, continuava a scaccolarsi. Avrei potuto ucciderlo... -_-
  2. Dopo pochi minuti OLIVIA ci è letteralmente saltata addosso e con fare sospetto ci ha comunicato che mentre metteva a posto uno dei bagagli sotto il sedile aveva trovato dei soldi. Entusiasmo giustificato, visto che i 7 (sette) dollari che aveva trovato ci hanno permesso di non morire di sete una volta arrivati all'aereoporto di Charlotte...
Purtroppo siamo arrivati a Philadelphia con ritardo e ci siamo affrettati a cercare il volo per Charlotte.

Dopo l'11 settembre in america si vive in uno stato di paura e paranoia continua. Al momento di imbarcarci ci hanno controllato meticolosamente rendendo l'imbarco una lunga odissea. Prima, come tutti, siamo passati al metal detector togliendoci tutti gli oggetti personali, scarpe comprese. Poi siamo stati sorteggiati(che culo!) per un controllo più approfondito dei bagagli a mano. Fortunatamente non ci hanno contestato nulla e abbiamo potuto continuare il nostro viaggio.

Siamo arrivati a destinazione alle 3.00 di mattina, ora italiana, e lì abbiamo trovato ad aspettarci Meena e i genitori che, poverini, erano in aereoporto già da tre ore!

45 minuti di macchina e siamo arrivati a casa dove pensavamo (sic) di poter andare subito a dormire. Invece ci aspettavano i parenti e alcuni amici desiderosi di conoscerci! Devo dire che è stat un fine serata piacevole, nonostante la stanchezza. Ho avuto modo di rimettermi in carreggiata con il mio inglese arrugginito e abbiamo testato del vero e squisito cibo indiano. C'era del pollo al curry che era la fine del mondo!!! :D

Già che c'eravamo, dopo che gli altri ospiti erano andati via, LEO e OLIVIA ne hanno approfittato per fare una prima, veloce prova dei vestiti indiani per la cerimonia nuziale.

Insomma , siamo andati a dormire dopo le 2.00 (le 8.00 in Italia).
La prima tappa della nostra avventura americana era conclusa!

3 commenti:

mò... ha detto...

Aspetto il resto eh!
:o)

Donna povera che vive sognando i viaggi altrui...

Clavdia Chauchat ha detto...

- anche io uso sempre il cellulare, più o meno ogni dieci minuti.... i miei amici dicono che sembro un centralino... qualcosa in contrario????
- ma come ha fatto a farvi sedee vicini? sugli aerei sono così fiscali...
- vestito indiano? hanno organizzato le cose in grande!

FelixTheCat_974 ha detto...

- No... dieci minuti sono tollerabili... Mia cugina vive in simbiosi col telefonino! eheh

- Eh quando riesci a rimbambire di chiacchiere la gente, ti è concesso tutto!

- Sì è stato davvero bello! Mio cugino, mia zia e mia cugina avevano tutti e tre il vestito indiano! ^_^